Giocare per Potenziare- parte prima

Giocare per Potenziare- parte prima

Una caratteristica imprescindibile, per chi si occupa di potenziamento cognitivo ed intervento rivolto a bambini con DSA o BES, è una adeguata e continua preparazione. E con preparazione mi riferisco a quella specifica in psicopatologia dell’apprendimento, corredata di verifiche, supervisioni e tutto ciò che che  rende il nostro intervento professionale.

Dopo questa doverosa premessa,   e dopo 15 anni di esperienza in questo ambito, posso affermare che, se gli strumenti per potenziare non sono calibrati sul bambino e non hanno  un valore ludico, il potenziamento potrebbe risultare noioso e meno efficace. La nostra professionalità ci dovrebbe portare a conoscere le funzioni cognitive  con tale accuratezza da poter avere ben chiaro quale di esse dobbiamo potenziare nel  nostro bambino, che per semplicità chiameremo Teo ( come il gatto di mia nipote).

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Ok, ora che Teo è arrivato da noi in studio che cosa

possiamo fare? Fare una valutazione e leggere attentamente quella che ci hanno consegnato i suoi genitori?. Il dubbio che ho è che in questo modo più che conoscere Teo, conoscerei quello che Teo dimostra durante un test. Diciamo che non c’è nulla di male ma io preferisco conoscere il piccolo amico chiacchierando con lui e giocandoci assieme. Insomma prima di lavorare su un problema preferisco validare l’ esistenza  del bambino ed entrare in empatia con lui. Quali sono i suoi giochi preferiti? Con quali amici trascorre più volentieri il suo tempo?

A questo punto quello che è importante fare è uno screening che metta in luce sia le funzioni deficitarie che quelle a normale funzionamento. Magari potremmo domandarci come mai ci interessano i suoi punti di forza, Teo viene da noi per migliorare laddove è scarso, non per altro. Ma se ci riflettiamo su capiremo che conoscere  sia le PASSIONI che  i PUNTI di FORZA è la base per poter lavorare con Teo in modo efficace e divertente.diapositiva3

per cui

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Bene, ora possiamo iniziare ad organizzare il nostro intervento, ricordando sempre che noi saremo i registi ma la sceneggiatura la scriveremo a quattro mani: le nostre e quelle di Teo.

Presto arriverà la seconda parte di questo percorso.

Federica Dessolis, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale a orientamento Razionale Emotivo.

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