Compiti compìti

Compiti compìti

In questo periodo non si sente parlare d’altro e non si legge altro: “troppi compiti per questi poveri bambini”, ” le vacanze servono per riposarsi”, e chi più ne ha più ne metta. E io, da ex studentessa, sono perfettamente d’accordo: meno compiti e più svago. Poi però devo fare i conti con la mia parte adulta, quella che vive in un piano di realtà e che ha presente quale sia, o quale dovrebbe essere, la reale funzione dei compiti.

I compiti dovrebbero servire per far sì che gli apprendimenti acquisiti sino a quel momento non si vadano a perdere tra le carte stracce  dei regali ma si consolidino così da assolvere la loro funzione di fondamenta per gli apprendimenti futuri. Per fare questo non è necessario caricare di lavoro gli studenti, ma è sufficiente proporre loro un  breve e chiaro percorso di consolidamento. Cioè i compiti non devono diventare l’incubo del Natale, il Grinch delle festività bensì degli alleati per  farci tornare a scuola riposati ma “sul pezzo”. Non per rifarmi a detti popolari ma la virtù sta nel mezzo, o no? E tra le virtù ci sta anche la capacità di pianificare e calendarizzare ( in linea di massima) le consegne da svolgere. Pianificare? Beh, i docenti che assegnano i compiti non possono esimersi dal lavorare in sinergia coi colleghi per proporre ai loro giovani studenti un programma vacanziero utile ma non avvilente. La medesima cosa dovrebbe avvenire a casa, cioè i familiari non possono pretendere che i compiti vengano eseguiti davanti al panettone mentre i nonni giocano a tombola, al posto di un bel film al cinema o in una full immersion del 6 gennaio. I compiti devono diventare un modo per allenarsi, non per alzare il livello di acido lattico nei muscoli del nostro “organo di apprendimento”.

Non vi nego che ogni tanto mi viene un dubbio: i compiti fanno più paura agli studenti o ai loro genitori? Mhhhh, un po’ di monitoraggio va bene, ma sono  i ragazzi  a dover compiere gli esercizi, e noi forse potremmo anche accettare che qualche errore lo facciano. Saranno proprio gli errori, e soprattutto la loro correzione, ad aiutarli nel loro percorso di autonomia. Sì, scuola non è solo SAPERE ma è soprattutto imparare a vivere e nella vita è lecito sbagliare.

Buone feste a tutti

 

Compiti compìti

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Benvenuto Blog

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Sono lieta di poter comunicare con voi anche attraverso questo blog. Molti già mi conoscono ma per chi ancora non mi conoscesse, farò una breve presentazione.

Sono Federica Dessolis, psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale  e lavoro a Padova  città e nella provincia. Mi occupo sia della fascia d’età evolutiva che dell’età adulta.

Attualmente sto lavorando molto sulle problematiche dell’apprendimento e vista la grande richiesta di questo tipo di interventi ho pensato di aggiornare la mia formazione partecipando sia a convegni Airipa che Aid, che a corsi e supervisioni organizzate dal Prof. Cesare Cornoldi.

Sono una convinta sostenitrice che, nel lavoro coi bambini e gli adolescenti , la creatività sia un valore aggiunto che deve integrare una corretta preparazione scientifica. Infatti l’orientamento cognitivo comportamentale è evidence based, cioè procede con metodo scientifico e documenta la validità dei risultati.

Altro ambito in cui sto approfondendo la preparazione è la comunicazione con gli adolescenti , o meglio le strategie che possono usare i  genitori per mantenere una  buona relazione  coi figli.

A livello di psicoterapia individuale (bambini, adolescenti ed adulti) intervengo soprattutto in caso di:

  • problematiche emotive;
  • autostima;
  • ansia;
  • depressione;
  • panico.

Dal 2002 collaboro con i Servizi alla Persona della Provincia di Padova nel settore Disabilità Sensoriale.